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La sorella adulta

Redazione CallMeHot17 Ott 20265 min di lettura
La sorella adulta

Una storia profonda, vera, eccitante. Sfioramenti, intese impossibili, desideri inconfessabili. Complice il periodo di astinenza, fratello e sorella giocano nel proibito e si toccano sognando e sperando... Racconto intimo e privato di un nostro scrittore. Ha voluto affidare a me la parte più reale…

Sono un uomo di 45 anni, nel 2020 ho avuto una esperienza molto particolare con mia sorella maggiore che ha 8anni più di me. Premetto che io e lei non abbiamo mai avuto un rapporto fraterno molto unito e confidenziale ma comunque ci siamo sempre dati una mano se possibil.

Lei dopo il divorzio vive da sola nella casa coniugale, io le abito praticamente difronte in un appartamento al secondo piano, ce da dire che dopo il divorzio mia sorella non ha mai avuto una vita sociale molto movimentata, è una donna molto chiusa, timida e riservata.

Io spesso la andavo a trovare il venerdì sera per cenare da lei, era la routine, e il nostro rapporto era si era gia un po' stretto.

Ciò di cui ti voglio parlare è questo: la "cosa" iniziò a cambiare con l arrivo della pandemia. Come ben ricordiamo, non potevamo uscire tranne che per andare a fare la spesa.

In quella occasione, bloccati e vicini, ero quasi sempre a casa sua, a pranzo o a cena,e poi andavamo insieme a fare la spesa... voglio sottolineare che lei si vestiva sempre in modo elegante (come se dovesse andare chissà dove), indossava tailleur, scarpe con tacchi alti, e devo dire che guardarla muoversi disinvolta mentre sprigionava una delicata femminilità, non mi lasciava del tutto indifferente e, devo dire che riscontravo parecchi sguardi da parte di maschi di ogni età. La cosa mi provocava una specie di strana emozione, mai provata prima... da un lato ero un po' geloso e abbastanza infastidito ma da un altro me la godevo: apprezzavo quanto fosse eccitante e mi gloriavo segretamente che, dopotutto, quella bellissima donna era con me. Un piccolo trionfo maschile: dopotutto, in pochi potevano sapere che lei non era la mia "femmina" ma mia sorella.

Ricordo perfettamente, era il 25 aprile e ancora non si poteva fare feste,ma non volli rinunciare a un pranzetto privato, così per pranzo feci la grigliata e la invitai a spostarsi da me, ovviamente venne con piacere. Doveva solo attraversare la strada quindi venne in abiti easy, anche se sempre elegante: indossava una tuta in beige assai aderente e aveva delle ciabatte molto sexy e con tacchi... fu un dettaglio che non mi lasciò indifferente, perché non gliele avevo mai viste.

Il pranzo andè bene, tra carne alla griglia e buon vino rosso. Non so se fu colpa del vino, o dell astinenza da sessuale, ma iniziai a guardarla con occhi diversi, vederla con le gambe accavallate e quelle ciabatte con tacchi alti mi stava veramente eccitando. Anche lei sembrava imbarazzata, con un timido sorriso stampato in faccia ad ogni parola. Iniziai a guardarla, a scrutarla, e credo che lei se ne sia accorta, d' altronde credo che le donne abbiano un sesto senso per certe cose.

Mi accorsi che, dalla ciniglia della felpa, le si vedevano i capezzoli, si vedevano così bene da rendersi conto che non c'era il reggiseno: quella è etata probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

A occhio il suo seno sarà una terza misura piena, anche se un po' cadente, e quando si muoveva ballonzolava in maniera quasi ipnotica.

A un certo punto mi sono avvicinato e iniziai a guardarla negli occhi, lei era paonazza per l' imbarazzo, non voleva ricambiare lo sguardo, così abbassava gli occhi. Le toccai la guancia e le diedi un bacio a stampo sulle labbra, lei fece uno scatto indietro ma poi me lo restituì, a quel punto, anche merito del vino, presi coraggio e la baciai di nuovo, questa teneramente volta con la lingua, lei teneva la bocca serrata, ma subito dopo mi lasciò entrare per incontrare la sua, ricordo che era dolcissima e sensuale.

In pratica abbiamo limonato come liceali per solo pochi istanti secondi, poi ci siamo staccati in preda all' imbarazzo.

Lei non sapeva piu che fare, cercava di comportarsi come non fosse accaduto nulla. Si alzò dal divano parlando come se nulla fosse e facendo quella risatina isterica tra una frase e l'altra.

Io ero inebetito, eccitatissimo e un po ubriaco; a quel punto le andai da dietro e le agguantai i seni, dapprima da sopra la felpa e poi tirando giù la zip glieli presi da dentro sentendoli nudi sotto le mani, un calore folle mi prese fino alle tempie, lei un po' mi lasciò fare, ma si sciolse dal mio abbraccio e ritornò a fingere un comportamento del tutto naturale... borbotto impacciata che doveva andare a casa, a fare le lavatrici.

Rimasi confuso e deluso... ma dopotutto lei era mia soella, però, a cazzo durissimo, dovetti andare in bagno e per la prima volta mi masturbai pensando a mia sorella.

Dopo quel giorno non ci siamo piu visti ne sentiti, molte volte avrei voluto affrontare il discorso ma non ne ho mai avuto il coraggio.

Dopo un mese il giorno del mio compleanno mi ha mandato gli auguri di buon compleanno e abbiamo ricominciato a sentirsi come nulla fosse mai accaduto.

Sono passati 6 anni da allora, ora io da un anno ho una relazione con una donna che vive da me, mentre mia sorella e sempre sola, ogni tanto ci ritroviamo riuniti a cena a casa dei nostri genitori anziani, e tra me e mia sorella e esattamente tutto come prima, anche se tra noi c'è un imbarazzo proibito anche solo nel guardarsi. Credo che avere sconfinato quel confine sia una esperienza che ricorderemo entrambi come breve, intensa e lussuriosa .

Da allora io mi diverto molto a scrivere racconti erotici incestuosi con me e mia sorella maggiore come protagonisti, immaginando come sarebbe potuta evolvere la situazione.

Racconto di Giovanna Esse, scritto per il concorso «Autunno in cam».

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